Agile o potente la regole è la stessa: rimanere in vita.
Longevità: Doppia è la parola giusta, in quanto possiamo affrontare l'avventura, sia con il devastante Ray che con l'agile Thomas. Ma non solo, ci sono molti trofei a sbloccare portando a termine le svariate sfide come: eseguire colpi in testa, colpire da dietro un muro o sterminare più nemici possibile. Per portare a termine al 100% gioco e trofei dovremo appunto fare completare la storia prima con uno e poi con l'altro fratello McCall. Call of Juarez: Bound in Blood ha un discreto online: si possono fare partite sia libere che di classifica e, con i punti, sbloccare armi e personaggi. Non si possono invitare gli amici però, finalmente, si possono creare sfide personalizzate e classificate. Una novità che, speriamo, venga inserita nei prossimi Tom Clancy's.
Giocabilità I comandi sono pochi e semplici e richiamano quelli già utilizzati in altri titoli, così si inizia ad entrare nel vivo in men che non si dica. Come per i fratelli McCall anche ogni arma ha le sue caratteristiche, scegliere l'arma giusta per il modo di sparare dei nostri fuorilegge è indispensabile per essere micidiali. Saranno soddisfati sia gli amanti del fuoco pesante da riversare su nemici vinci che coloro a cui: distanza, pazienza e buona mira riescono ad appagare la loro sete di sangue (con un sol colpo). Usare carri, cavalli o cannoni non richiede particolari comandi e le azioni sono interrotte solo dai caricamenti dei livelli. I salvataggi sono automatici e frequenti e le tre difficoltà di gioco sono ben calibrate per dare a chiunque la possibilità di impersonare dei veri Cow Boy.
Grafica: Atmosfera da Far West degna dei migliori film di Hollywood. Le texture (i dettagli che ricoprono tutte le superfici) sono buone, ottime quelle che richiamano l'acqua: i ruscelli sono limpidi e molto realistici, mentre, il cuoi bagnato dalla pioggia, crea proprio quella sensazione di inzuppato come nella realtà. Le armi non sono molte e, confrontandole con il paesaggio e i personaggi, risultano meno dettagliate. I colori sono quelli classici della steppa o del deserto, tutto molto impolverato. Il legno (facilmente infiammabile - chi ha orecchie per intendere intenda) fa da padrone in tutte le costrizioni delle città. Spettacolare la modalità Duello: la telecamera si posiziona di tre quarti dietro di noi e dobbiamo riuscire a tenere in vista il nostro sfidante mentre avviciniamo la mano alla fondina Estrarrai per primo?. Nelle partite online non sono stati riscontrati particolari rallentamenti e lag grazie al buom mixaggio tra le connessioni dei vari giocatori e del numero massimo che viene consigliato durante la creazione della "stanza".
Sonoro: Nessun panico, la prima frase del gioco è in inglese per mantenere il pathos originale ma l'intero gioco è scritto e parlato in italiano. Doppiaggio a regola d'arte. I tre fratelli McCall (oltre ai due pistoleri c'è il pacifico William) sono stati doppiati con un occhio di riguardo, d'altronde pure l'Italia ha avuto un gran numero di film denominati spaghetti-western ideati dal grande Sergio Leone per cui l'atmosfera audio non è stata intaccata in alcun modo dalla localizzazione del titolo. Con un impianto surrond poi il tutto si trasforma in un vero e proprio Filmato interattivo da giocare tutto d'un fiato. A causa del linguaggio colorito e della violenza gratuita consigliamo il titolo ad un pubblico adulto.
Call of Juarez: Bound in Blood sposta il genere "sparatutto in prima persona" nel famigerato mondo del Far West. Trama coinvolgente degna dei migliori film e molte ore di gioco fanno di questo titolo un buon modo evadere dalla routine queotidiana.
Vivamente Consigliato.
Genere: Sparattutto Lingua: Italiano Testi: Italiano Età minima: 18 anni Prezzo: 69,99€ Giocatori: 1-12 Gioco in rete: Sì Vibrazione Pad: No Risoluzione Max: 720p
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