Parappa è un cagnolino bidimensionale (parappa, in giapponese vuol dire sottile come un foglio), innamorato della dolce Sunny Funny (un fiore); Dovrà superare una serie di prove... a colpi di rap, se vorrà riuscire a conquistarla.
I gotta belive, come recita il motto del nostro nuovo amico!
Longevità: PaRappa The Rapper non brilla prorpio per questa catteristica.
Nonostante la storia sia spiritosa gli schermi sono solamente sei, e sebbene sia facile sbagliare in certi passaggi in cui le pressioni da ripetere sono tante e irregolari, una volta acquisita una certa dimestichezza e la giusta ritmica scivolano via troppo in fretta.
In oltre sia i livelli che le canzoni sono le stesse del gioco per psone presentato nel 1996 (allora ebbe molta fortuna).
Spiraglio di luce lo lascia il multiplayer in cui possiamo collegare fra loro fino a quattro PSP.
Ci troveremo spesso a ripetere la lezione perché la puntualità con cui dovremmo premere il tasto giusto è impressionante ed un bambino piccolo potrà cimentarsi solo nella modalità facile, limitata ai primi tre schermi le strofe rimangono uguali ma il gioco tollera di più i nostri errori.
Fatto insolito è che non useremo mai i tasti direzionali ad eccezione di qualche su o giù nel menù, infatti le rappate saranno serie più o meno lunghe di X, quadrato, triangolo, cerchio, R e L.
Giocabilità: Il sistema è semplice; il maestro esegue una sequenza e rappa la strofa, noi, con il nostro piatto e flessibile Parappa dovremo ripeterla bene a ritmo.
Difficile è invece tenere il tempo come esige l'istruttore di turno, se tutto va bene proseguiamo per alcune battute fino al finale ed al prossimo schermo, se invece gli errori commessi sono troppi l'indicatore u rappin scenderà da good a bad e poi giù fino ad awful. Potremo sempre recuperare riprendendo il tempo, ma se all'ultima battuta non rappiamo good verremo bocciati alla patente o la gallina che ci insegna a fare le torte non sarà soddisfatta della guarnitura di panna.
Grafica: Non stupisce neanche la grafica, che anche se aiutata dalla grande simpatia dei personaggi risulta un po' piatta... Infatti i personaggi sono tutti sottili e ondeggianti come fogli di carta e si muovono in scenari si tridimensionali ma estremamente naif e statici; i poligoni sono ben pochi.
I colori sono decisamente allegri, vari e sgargianti, come del resto il look dei personaggi, dal puzzolente maestro di arti marziali alla rasta rana venditrice.
Sonoro: Il punto forte di questo gioco.
Ogni maestro segue una ritmica differente, le prime sono facili ma diventano via via più difficili, sia per frequenza che per varietà; c'è l'hip-hop dell'istruttrice di scuola guida (un'alce! Geniale!) e il reggae della rana al mercatino delle pulci, proprio perché e lento è divertente dice lui, ma quando la sfidiamo per il posto in fila alla toilette, non è più tanto lento, oppure il ritmo da gallina con cui la cuoca cucina.
I testi sono spiritosi e mai volgari, adatti soprattutto ai più piccoli ma strapperanno un sorriso anche agli adulti.