L’appuntamento Sony si chiama “Make.Belive” ovvero “Crea.Credi” ed è tutto in stile sobrio e minimalista lasciando che sia quello che vediamo a stupirci più che l’ambiente in sè.
Entrando si viene subito accolti da 3 televisori Bravia inclinati che compongono il logo Sony e introducono alla prima stanza, occupata dalle novità in campo fotografico e di videoripresa. Sulla destra invece ci sono le postazioni PsP Slim and Lite, un mega Tv su cui gira magnificamente Heavy Rain e un altro con EyePet.
Sulle PsP si può giocare con il nuovo Jack and Dexter che ricoda molto da vicino il primo Dexter dei “Ready at Dawn” esclusivo per questa console, anche se la grafica è nettamente migliorata, e il nuovo Motorstorm Artic Edge.
Ma l’attenzione è subito attratta dalla grafica di Heavy Rain. Una bella donna in una discoteca che comincia a ballare per attirare l’attenzione di un tizio, circondato da altre donne, seduto su un divanetto lì vicino. Il gameplay è composto principalmente dai famigerati “Quick Time Events”. Le espressioni dei personaggi a schermo sono quasi reali, la meccanica di gioco invece sembra ripetitiva a prima vista, ma questo sembra uno di quei giochi in cui bisogna giocare da soli concentrati per favorire l’immedisimazione, per essere apprezzato. Se vuoi saperne si più, leggi il nostro approfondimento QUI!
Poco lontano abbiamo potuto provare EyePet che, a prima vista, pareva molto divertente e orientato principalmente ai casual gamer, ai bambini, a chi non può permettersi di tenere in casa un cane o un gatto ma anche ai nostalgici che sentono una mancanza disperata del tamagochi.
Ovviamente la postazione di GOW3 era presa d’assalto, tutti che vedere le gesta e le spettacolari acrobazie di Kratos.
Il gioco trasuda carisma e trasmette adrenalina nel maciullare il più brutalmente possibile i nemici. Le mosse acrobatiche sono una gioia per gli occhi e si può affermare che Kratos è finalemnte entrato nella next gen con tutti i crismi e non ci resta che aspettare marzo per poterlo scatenare a casa nostra.
Detto ciò probabilmente la demo era quella di giugno, infatti il dettaglio grafco non eccelso, la mancanza di particolari negli gli scenari e alcuni scatti saltavano all’occhio, ma niente che compromettesse la giocabilità o l’impatto del gioco. Tremiamo all’idea di cosa sarà il gioco finito: un quadro di epica potenza visiva.
Chi invece esprime già potenza visiva è Uncharted 2, la seconda postazione più inflazionata della mostra.
La demo parte, come nei filmati precedentemente diffusi, con il buon Nathan intento a scappare da una Jeep fuori controllo che lo insegue in una stradina stretta piena di ostacoli, in una sequenza mozzafiato di Spielberghiana memoria. Il salto finale per sfuggire al mezzo finisce in una breve cut scene senza soluzione di continuità: la grafica del gioco in movimento sfuma in quella della scena animata e non ci si accorge di niente se non fosse che Nathan si muove da solo e non spinto dai nostri comandi.
Arrivano i nemici e finalmente si comincia a sparare, si nota che le animazioni sono migliorate di molto sia di Nathan che dei nemici, anche le esplosioni, i giochi di luce, i riflessi, sono tutti nuovi e più relistici. Interessante come la messa a fuoco continua a variare come se volesse suggerirci dove guardare o a cosa stare attenti, infatti Nathan, sempre in primo piano di spalle, va fuori fuoco a favore di un nemico o una cosa sullo sfondo. Per quanto questo trucchetto possa sembrare brutto a parole assicuro che invece su schermo funziona benissimo, ci si sente veramente come davanti ad un film
Tornando al gameplay si capisce subito che si può affrontare la sessione in vari modi diversi, dallo stealth all’attacco frontale, certo lanciare una bombola di propano facendola deflagrare con un colpo di pistola ben piazzato è estremamente appagante, ma anche strisciare dietro un nemico e strangolarlo lasciandolo inerme a terra regala la sua dose di soddisfazione.
Uncharted 2 dimostra ampiamente cosa può fare una PS3 se programmata a dovere, la ricchezza degli ambienti, la profondità di campo, le texture, gli oggetti in rilievo sui muri non fanno altro che esaltare, per contrasto, la pochezza di molte produzioni multipiattaforma. Dobbiamo aspettare solo un lungo mese per mettere le mani su questo
A sinistra di Uncharted 2 c’era la postazione di DJ Hero, nuovo esponente della serie Activision, che dimostra ancora una volta quanto sia più facile mettersi a suonare veramente uno strumento piuttosto che imparare una sequenza di tasti colorati cercando si seguire il ritmo.
In questo caso bisogna schiacciare i tasti colorati a tempo e contemporaneamente “scretchare” con il piatto con la mano destra, mentre la sinistra si deve destreggiare con levette da agitare a destra e a sinistra e pirolini da girare per il volume. Un ottimo esercizio per chi ha i 2 emisferi del cervello separati senza il corpo calloso centrale, ma tremendamente divertente!
Poco oltre finalmente si arriva a Tekken 6. Questa saga dopo il 3° meraviglioso capitolo, era scivolata un po’ nell’ombra colpa di una serie di uscite non proprio felici e mai originali.
Eravamo arrivati un po’ prevenuti, ma una volta preso il pad in mano e cominciato ad inanellare una serie di vittorie, ci siamo subito dovuti ricredere.
I personaggi sono dettagliatissimi, i movimenti maniacalmente riprodotti e gli scenari incantevoli nel loro dettaglio, ma è il feeling che il gioco trasmette a essere impressionante e subito tornano in mente i picchi di divertimento di Tekken 3.
Il gameplay è pressochè inalterato, anche se è stato notevolmente approfondito. Ora le amate/odiate 10 Hit Combo, che sono state ribattezzate Juggle, non sono più così letali, si possono spezzare in ogni momento, basta avere un attimo di riflessi e anche chi viene colpito non è più soggetto a quegli interminabili momenti di catatonia derivati da un bello schiaffone andato a segno. In più è stato aggiunta una specie di Rage mode durante il combattimento in cui, il pesonaggio quando è vicino alla fine, colpisce infliggendo leggermente più danno potendo così ribaltare le sorti del combattimento, ovviamente se si applica un po’ di tattica. Fortunatamente lo smashing button, tanto caro ai nuovi adepti della serie, non paga più come in precedenza, e se non ci si approccia all’incontro conoscendo un minimo il proprio lottatore, difficilmente si esce vincenti.
Anche in Tekken 6 però mostra qualche pecca, a cominciare dal fatto che tutti i lottatori sono presenti da subito e non si devono sbloccare, cosa che io noi avremo gradito di più, passando dalla grafica che presenta un bel po’ di aliasing sui contorni dei personaggi, anche se non è così sconcertante, e finendo con la cosa più fastidiosa come i lunghi caricamenti tra un incontro e l’altro. All’evento Sony si vociferava del fattoche la versione non fosse stata installata sull’HDD, ma bensì girasse dal blu-ray. Probabilmente il gioco avrà una installazione facoltativa per ovviare a ciò.
Le altre postazioni sparse in giro per lo showroom erano dedicate a Fifa10, del tutto uguale alla demo uscita sul PSN che tutti possiamo giocare, Wipeout HD, uno dei tanti Buzz! e alla demo del nuovo Ratchet and Clank a Spasso nel Tempo.
Per quest’ultimo dobbiamo dire che siamo rimasti non molto convinti da quello che abbiamo visto. Giocando ai suoi predecessori per PS3 la cosa che risaltava era la pulizia grafica e la definizione delle texture, i colori sgargianti, ma non fastidiosi. In questa demo invece tutto aveva un aliasing insoportabile, con texture di bassa definizione e colori sovrasaturi, sembrava un vecchio gioco PS2 stirato su un Full HD. Spero che il problema fosse nella demo, cioè vecchia o molto compressa…
E dulcis in fundo, alla fine del giro siamo riusciti a mettere le mani sulla nuova PSP Go! su cui girava Motorstorm Artic Edge.
Diciamo subito che le dimensioni sono davvero contenute, in tutto, anche nello schermo, più piccolo di quello dei modelli precedenti. I tasti, sia direzioneali che i bottoni classici, affiorano appena dalla superficie della console. Sembrano quasi tasti a sfioramento e le loro dimensioni, oltre alla posizione, rendeva difficile per i miei ditoni agire come sulla vecchia PSP. Anche lo stick analogico per posizione, dimensione e altezza mi è risultato scomodo. Lo schermo a scorrimento, per quanto bello a vedersi, dava fastidio per premere i tasti posteriori L e R.
Speriamo di avervi descritto accuratamente tutto della giornata e di avervi fatto venire voglia di tenervi stretta la vostra PS3 che, da quanto visto al Make.Belive di Sony, questa sta per entrare nell’età dell’oro.