Simboli PEGI
Scritto da A.C   
martedì 27 marzo 2007
PEGI

Anche ps3italia.it adotta i codici P.E.G.I. nelle recensioni.
Come specifica il sito ufficiale:
"PEGI è l’abbreviazione di Pan European Game Information (informazioni paneuropee sui giochi). Si tratta del primo sistema paneuropeo di classificazione in base all’età per computer e video game.
Conferirà a genitori, acquirenti e consumatori online un’ulteriore fiducia rispetto al contenuto del gioco indicandone l’idoneità per uno specifico gruppo d’età."
 
I simboli con i numeri sono la fascia di età minima che si deve avere per giocare al videogioco (es. 12+ dobbiamo avere più di 12 anni):
    
 
Questi simboli, da sinistra verso destra, indicano che il videogioco può contenere riferimenti di:
Azzardo - Discriminazione - Droga - Parolacce - Paura - Sesso - Violenza
 
Azzardo Discriminazione Droga Parolacce Paura Sesso Violenza
 
Per un sano divertimento cerchiamo anche noi di dare importanza a questi simboli.
 
Vorremo precisare che noi non teniamo solo conto dei codici pubblicati sulla copertina, ma per necessità descritte nell'articolo, può capitare che vi siano delle varianti. La variazione di età è l'esempio più frequente, magari causata dalla difficoltà elevata del titolo o dalla nazionalità diversa da quella italiana.
Commenti
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bella zì - scemenze   | 2008-12-19 20:07:56
è na stronzata
VIDEOGAMER DOC - PER ME I PEGI   | 2008-12-26 15:30:15
Allora, i pegi ( oltre a salvare il cervello dei bambini, cioè per non far impararli a quello che si fa nel videogioco credo che sono molto importanti ) ma che un adulto dopo i 18 anni non credo che si mette ancora vicino ai videogiochi visto i problemi della vita....
Quindi abbassate queste stronzate almeno a 15 ( per far godere all'adolescente dopo i 15, di godersi che ne so... tutta la violenza del Vietnam, torture ecc.!
Un consiglio, levate sti pegi che fate prima va.
A.C   | 2009-02-23 09:17:50
Mi spiace ragazzi, ma è corretto che esista un sistema per permettere ad un adulto di capire al volo di che cosa tratti un gioco.
Ma non temete, la media dei genitori che se ne sbatte è altissima!

Marco - Ma che teste ci sono qui?   | 2009-05-27 12:16:21
@ VIDEOGAMER DOC, bella zì[br/]
Quando si parla del 15enne che deve "godere di tutta la violenza del Vietnam e delle torture", mi viene da sgranare gli occhi: ma cosa state dicendo?[/br]
È imperativo, per chi crea giochi e li produce, prendere in considerazione il pubblico di riferimento e valutare attentamente il modo in cui certi temi gli sono portati. Ed è imperativo che qualcuno - in questo caso l'ente di classificazione - informi il pubblico di cosa può aspettarsi da un gioco, fornendo al contempo agli operatori del settore delle opportune linee guida su cui basare il proprio lavoro.
Come in tutti i temi importanti, sono gli estremismi a determinare le fratture: non poter vedere una goccia di sangue a 16 anni è un estremismo, come lo è il pensare che a quell'età si sia perfettamente in grado di visionare efferatezze splatter.
Serve dunque una sinergia tra chi crea e chi valuta, alla ricerca dei confini di età e (soprattutto!) dei modi più appropriati ...
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 12 aprile 2007 )